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Confcommercio “chiama” e la Regione risponde: i saldi invernali anticipati al 3 gennaio

Inserito il 28 dicembre 2014 – 15:54

Le imprese toscane della moda chiedono che la data di avvio dei saldi invernali 2015 sia anticipata a sabato 3 gennaio, anziché a lunedì 5 come deciso dalla Regione Toscana. Lo fanno attraverso la Confcommercio Toscana, che ha girato subito la loro richiesta agli uffici regionali competenti, affinché possano valutare la fondatezza di una richiesta che ha ragioni evidenti e condivisibili.

A preoccupare i commercianti di abbigliamento e calzature in merito ad una partenza al 5 gennaio non è solo il timore di non lavorare affatto nel fine settimana precedente, con i consumatori fermi ad aspettare l’appuntamento del lunedì, quanto piuttosto il fatto che molte Regioni italiane, a partire da quelle confinanti con la Toscana come Umbria, Lazio e Marche (ma anche, ad esempio, Sicilia e Piemonte), hanno manifestato la volontà di anticipare l’apertura delle vendite di fine stagione proprio a sabato 3 gennaio. Il risultato ovvio di questa mossa è che le imprese toscane, ed in particolare quelle dei territori di confine, si vedrebbero soffiare gli affari migliori dalle colleghe umbre, marchigiane ed emiliane. Non è un caso se la richiesta dell’anticipo è partita con forza da zone come il Mugello, il grossetano e l’aretino, da sempre tra le più penalizzate dalla partenza sfalsata dei saldi rispetto alle Regioni limitrofe.

“Il 5 gennaio non è una data sbagliata di per sé”, spiega il direttore della Confcommercio Franco Marinoni, “un conto però è se cade di venerdì o di sabato, un altro se, come avverrà nel 2015, cade all’inizio della settimana, condannando di fatto le aziende alla completa inattività nel fine settimana precedente. È per questo che abbiamo ritenuto di accogliere la sollecitazione che ci è venuta massiccia e insistente da parte di molte aziende e ci siamo mossi subiti perché venisse modificata la data di avvio dei saldi 2015. Ho contattato personalmente i responsabili della Regione Toscana per dare soddisfazione a questa richiesta. Confido che non ci siano ostacoli di sorta, tanto più che quest’anno tutte le Regioni limitrofe sono orientate a far partire i saldi il 3 gennaio. Stando così le cose, l’anticipo al 3 è diventato anche per la Toscana un obiettivo irrinunciabile”.

Confcommercio è ottimista sull’esito della questione. “I problemi maggiori”, ricorda Marinoni, “sono ovviamente per le zone di confine, da sempre le più esposte ai problemi di concorrenza scatenati da un avvio differenziato dei saldi. Per anni abbiamo denunciato il vero e proprio esodo che spostava i flussi dei consumatori verso l’Umbria o il Lazio, sempre in anticipo sul calendario”. Ora che da qualche anno le cose sono state risolte, bisogna evitare di procedere in ordine sparso con date sfalsate tra Regioni che hanno più di una ragione per muoversi all’unisono.

Le date di inizio dei saldi in passato venivano decise in autonomia dalle singole Regioni, ma ogni Comune poteva anticiparle facendone richiesta alla Camera di Commercio competente. Il calendario dei saldi risultava estremamente eterogeneo e confuso, tanto da disorientare gli stessi consumatori, oltre che fortemente punitiva per i commercianti che si trovavano nei territorio “a partenza più ritardata”. Spesso si scatenava una vera e propria corsa all’anticipo perché, chiaramente, si confidava nello scatto felino dei primi giorni, quando notoriamente le famiglie hanno ancora il loro budget completo a disposizione. Budget che è in genere destinato ad assottigliarsi, se non addirittura ad esaurirsi, già dopo la prima settimana di saldi.

A rimettere un po’ le cose a posto è stato il cambiamento normativo che prevedeva l’esclusiva competenza regionale in materia di calendario dei saldi, senza possibilità di deroghe per nessuno. Rimaneva la questione della concorrenza fra Regioni limitrofe, che fino all’anno scorso sembrava risolta con la decisione presa nel 2011 dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome, di stabilire un atto di indirizzo con il quale tutti si impegnavano, almeno in via programmatica, a fissare date comuni di avvio delle vendite di fine stagione, anche a tutela della concorrenza leale tra Regioni confinanti o comunque vicine. Di fatto, ogni volta la data concordata risultava confermata solo se recepita nei rispettivi ordinamenti regionali. Cosa che, è evidente, è indispensabile avvenga anche quest’anno evitando discipline diverse nel raggio di pochi chilometri.

“Il dibattito sui saldi presenta diversi altri aspetti annosi”, ricorda il direttore della Confcommercio Marinoni, “a partire dalla questione se sia meglio allontanarli dalle festività natalizie per dare più respiro al commercio oppure, al contrario, se sia meglio abbreviare il periodo di stasi tra le feste e l’inizio dei saldi. Ma il problema più urgente che si pone adesso è un altro: la data del 5 era stata concordata a livello interregionale, ora che molte Regioni sono orientate verso l’anticipazione al 3 gennaio, che senso ha penalizzare le nostre aziende e i consumatori toscani per tenere fede ad una parola che non rispetta più nessuno?”.

Nella serata di lunedì, poi, è arrivato l’ok della Regione. “Ho aderito volentieri alla richiesta avanzata dagli operatori commerciali attraverso le loro organizzazioni – afferma l’assessora regionale al commercio Sara Nocentini – perché consente al territorio regionale di mantenersi competitivo e di rispondere in modo adeguato al difficile momento attraversato dal sistema delle vendite a livello nazionale”.