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Viareggio, grido d’allarme di Confcommercio e Federalberghi: “Ripensare la tassa di soggiorno”

Inserito il 14 novembre 2014 – 11:57

Confcommercio Viareggio e Federalberghi Viareggio, attraverso una nota congiunta, esprimono le loro perplessità in merito alla tassa di soggiorno e lanciano un appello aperto affinché si possa giungere ad una ridefinizione più equilibrata di questo tributo.

«Come Confcommercio abbiamo da tempo chiesto al commissario prefettizio di convocare quanto prima le categorie economiche per un confronto sulla tassa di soggiorno, che giàtante polemiche ha suscitato negli ultimi 2 anni. Siamo consapevoli che il Tuel impone la misura massima per quanto riguarda la tassazione locale, perciò è opportuno riprendere in esame l’intero sistema di questo tributo e non solo per quello che riguarda la determinazione delle tariffe. La pessima gestione della città, la mancanza di infrastrutture e la conseguente penuria di servizi ha inesorabilmente compromesso la capacità attrattiva di Viareggio e i dati ufficiali degli ultimi anni dimostrano un considerevole calo di arrivi e presenze”.

“Il comparto e l’indotto hanno reagito, loro malgrado, con una forte contrazione nel mercato del lavoro e ogni tentativo di promozione fatica a decollare. L’imposta di soggiorno è una tassa differente dalle altre, essendo a carico del turista, del viaggiatore, del lavoratore di passaggio, in altre parole del motore dell’economia turistica e commerciale della città, che oggi più di ieri fa poca fatica a scegliere di alloggiare in un comune limitrofo dove l’imposta non è mai stata applicata. Il dovere di informazione che l’albergatore ha nei confronti del turista impone di esporre sui maggiori siti internet le novità introdotte a seguito del dissesto: il livello di criticità raggiunto in questi anni dalle imprese alberghiere è tale da non consentire margini di contribuzione al pagamento dell’imposta, nonostante la buona volontà dimostrata in sede assembleare di Federalberghi”.

“Se lo scopo dell’aumento delle tasse è quello di risanare le finanze comunali, questa misura in particolare si profila come del tutto controproducente, perché priverà i contribuenti di lavoro e quindi di reddito, costringendo alla chiusura molte attività che oggi affannano. L’effetto a catena è dietro l’angolo, pericolosamente. Noi crediamo ci siano margini di trattativa che ci affranchino dal devastante effetto negativo sull’economia e contestualmente assicurino un gettito utile alla pubblica amministrazione per risollevarsi. E’ necessaria quindi una riflessione più ampia che coinvolga il tessuto economico cittadino e l’attuale gestione della res pubblica. Il nostro appello è a tutti”.