Home » In Evidenza, Sindacati, Territorio

Festa a Marina di Massa per il santo protettore dei cuochi, divertimento e spunti di riflessione

Inserito il 13 ottobre 2014 – 10:59

Successo di pubblico, domenica scorsa a Villa Cuturi sul lungomare di Marina di Massa, per la festa organizzata da Associazione cuochi, Vetrina Toscana, Ais Sommelier e i sindacati di Confcommercio Massa Carrara dei settori macelleria e panificazione. Un evento pensato per celebrare il santo protettore dei cuochi, S. Francesco Caracciolo, con ricavato devoluto alla fondazione Anffas di Massa Carrara. Un appuntamento che ha visto, come detto, l’attiva partecipazione anche di rappresentanti di alcune categorie di Confcommercio come quelle dei panificatori e dei macellai, capitanate rispettivamente da Giuseppe Lissana e Cesare Emanuele Iacopetti, memorie storiche dei rispettivi settori.

La festa ha segnato anche la presenza del direttore di Confcommercio Imprese per l’Italia – Province di Lucca e Massa Carrara Rodolfo Pasquini, che ha voluto così testimoniare la presenza dell’associazione accanto ai protagonisti del commercio locale.

“E’ una bella occasione – commenta il presidente provinciale di Assipan Lissana – di presentare i nostri prodotti e rinnovare la nostra partecipazione. Noi panificatori di Confcommercio stiamo cercando di sollecitare l’amministrazione comunale e tutti i politici sul problema delle chiusure domenicali facoltative. In realtà, alla fine, diventa una guerra tra poveri, perché per stare dietro gli uni agli altri e alla grande distribuzione che tiene sempre aperto, anche noi finiamo per impiegare personale quando, di clienti, nemmeno l’ombra. E’ inutile che il comune venga a dirci che c’è il turismo, noi di turismo ne vediamo ben poco e l’inverno le aperture domenicali non hanno senso. Al limite saremmo disposti, anche per mantenere l’ormai abitudine per i supermercati, di aprire una volta al mese, ma non di più, perché per noi artigiani del mestiere il tutto si traduce in costi insostenibili a fronte di ricavi pressoché inesistenti. Chiusure obbligatorie quindi altro che aperture facoltative se si vuole permettere anche ai più piccoli di sopravvivere. Quanto al turismo, ci facciano vedere cosa intendono questi signori della politica visto che di trismo, qui a Massa e a Carrara, se ne è visto e se ne vede ben poco”.

Cesare Emanuele Iacopetti è della macelleria Cantarelli, quarta generazione di macellai, rappresentante Confcommercio di categoria: “Noi – afferma – vorremmo che la gente si rendesse conto che la carne è il primo alimento dal quale siamo partiti per lo sviluppo dell’umanità e che questa campagna diffamatoria contro l’uso della carne è nociva e inutile. Noi siamo, è bene dirlo, degli artigiani, i macellai sono stati i primi chirurghi della storia. Macellai non si nasce, ma si diventa se hai alle spalle una tradizione di famiglia o se vai a fare il garzone partendo da giovanissimo. Questo vorremmo dire nelle lezioni che dovremmo tenere negli istituti alberghieri, illustrando che cosa significa, veramente, saper trattare la carne che, non dimentichiamolo, anche quando è morta è sempre una cosa viva. La grande distribuzione ha diffuso l’illusione che si possa mangiae buona carne anche a basso prezzo e se anche ciò ha permesso a tutti di accedere ad un cibo che era, per tradizioe, riservato ai più ricchi, è bene specificare che nella carne chi più spende meglio spende perché allevare bene le bestie, alimentandole con sostanze nutrienti e naturali, non è cosa che fanno tutti, soprattutto quando la quanità va, spesso, a discapito della qualità. Abbiamo preso parte a questa iniziativa per celebrare il santo patrono dei cuochi, per l’Anffas, ma anche per far capire attraverso gli assaggi, che cosa significa, realmente, mangiare carne sana”.