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Commercializzazione dei sacchetti di plastica, in vigore le sanzioni

Inserito il 2 ottobre 2014 – 07:56

Dal 21 agosto 2014, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge 116/2014 di conversione del Dl 91/2014, sono entrate in vigore le sanzioni per la commercializzazione dei sacchetti di plastica monouso per l’asporto merci non biodegradabili e compostabili.

Pertanto, chi commercializza i sacchetti di plastica deve oggi accertarsi della loro conformità alle norme di legge già al momento dell’acquisto dal fornitore per evitare di incorrere in sanzioni. A questo proposito, si può richiedere al proprio fornitore il rilascio della dichiarazione di conformità.

QUADRO NORMATIVO

Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge 11 agosto 2014, n. 116 che converte il Dl 91/2014, sono in vigore dal 21 agosto 2014, le sanzioni per la commercializzazione di sacchetti di plastica monouso per l’asporto merci non biodegradabili e compostabili, anche se ceduti a titolo gratuito. Per “commercializzazione” deve intendersi, infatti, «l’offerta o la messa a disposizione di terzi, contro pagamento o gratuita», quindi anche l’omaggio del classico sacchetto della spesa. Di conseguenza, la cessione di sacchetti non conformi, anche a titolo gratuito (per es. smaltimento scorte) non è consentita ed è soggetta alle sanzioni pecuniarie di legge.

Secondo tale disposizione, quindi, possono essere commercializzati solo gli shopper monouso certificati compostabili UNI EN 13432. Si prevede anche la possibilità di commercializzare sacchi riutilizzabili realizzati con altri polimeri, nel rispetto di determinati spessori minimi e di determinate percentuali di plastica riciclata. Vengono introdotte sanzioni specifiche, prevedendone l’entrata in vigore dopo 60 giorni dall’emanazione del Decreto ministeriale che disciplini le eventuali ulteriori caratteristiche tecniche dei sacchi e le modalità di informazione ai consumatori.

 GESTIONE DELLE SCORTE, SACCHETTI PER FRUTTA E VERDURA E QUADRO SANZIONATORIO

Gestione scorte

Per le scorte ancora in magazzino, non conformi al dettato normativo, potranno seguirsi le procedure previste per lo smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi, e pertanto tali sacchetti potranno essere consegnati a specifica ditta autorizzata ovvero restituiti ai fornitori di tali sacchetti “fuori legge”.

Sacchetti per frutta e verdura

Nessun specifico chiarimento riguardo è stato al momento rilasciato dal competente Ministero riguardo i sacchetti di plastica (di solito trasparenti) messi a disposizione all’interno dei supermercati e alimentari per pesare e trasportare verdura e frutta da parte dei clienti fino alla cassa. Non è chiaro se questi rientrino nel campo di applicazione del divieto e siano anch’essi soggetti all’applicazione delle sanzioni. Non essendo chiaro, pertanto, se tali sacchetti usati per il cd. Food packaging dovranno rispettare le norme tecniche per essere commercializzati il consiglio è di evitare interpretazioni penalizzanti da parte degli organi di controllo e di utilizzare altre tipologie di sacchetti per il confezionamento degli alimenti sfusi (come ad esempio quelli in cartone).

Volendo interpretare in modo rigido le norme, infatti, tali sacchetti sembrerebbero rientrare nel campo di applicazione del divieto. Ai sensi della normativa vigente (v. in particolare d.l. n. 2/2012 e D.M. 18.3.2013), infatti, tutti i sacchi monouso per l’asporto delle merci devono essere biodegradabili e compostabili. In particolare, per “sacchi per l’asporto merci” si intendono tutti quei sacchi aventi maniglia interna o esterna “alla dimensione utile del sacco” (v. art. 2, comma 1, d.l. n. 2/2012 e art. 2 D.M. 18.3.2013). Nessun specifico chiarimento riguardo alla quantificazione delle “ingenti quantità” è stato al momento rilasciato dal competente Ministero.

Sanzioni

La sanzione pecuniaria a carico dell’esercente parte da 2.500 euro per arrivare a 25.000 euro, aumentata fino al quadruplo del massimo (100.000 euro) se la violazione del divieto riguarda quantità ingenti di sacchi per l’asporto oppure un valore della merce superiore al 20 per cento del fatturato del trasgressore. Le sanzioni sono applicate ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689. Fermo restando quanto previsto in ordine ai poteri di accertamento degli ufficiali e degli agenti di polizia giudiziaria dall’articolo 13 della legge n. 689 del 1981, all’accertamento delle violazioni provvedono, d’ufficio o su denunzia, gli organi di polizia amministrativa (Polizia Municipale e ogni altra autorità di polizia (carabinieri, polizia, guardia di finanza, polizia provinciale, polizia sanitaria etc.), nell’esercizio delle proprie funzioni di polizia amministrativa. Il rapporto previsto dall’articolo 17 della legge n. 689 del 1981 è presentato alla Camera di Commercio, industria, artigianato e agricoltura della provincia nella quale è stata accertata la violazione, che provvede ad irrogare la sanzione (stabilendone l’importo) laddove il trasgressore non abbia provveduto al pagamento in misura ridotta. Si rammenta che le Amministrazioni Comunali non hanno alcuna competenza né potere sulle altre autorità di polizia amministrativa competenti sul territorio, qualora le stesse decidessero autonomamente di svolgere controlli e applicare da subito sanzioni in materia.

Per la dichiarazione di conformità che il fornitore dei sacchetti deve compilare obbligatoriamente, è possibile rivolgersi agli uffici di Confcommercio (referente Marco Cipollini, cipollinimarco@confcommercio.lu.it).