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Obbligo di certificato penale per chi lavora a contatto coi minori, chiarimenti del Ministero del lavoro

Inserito il 23 aprile 2014 – 07:53

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con la circolare numero 9 dell’11 aprile 2014 redatta anche su richiesta di Fipe – federazione italiana pubblici esercizi di Confcommercio -, ha fornito importanti chiarimenti in merito all’adempimento per i datori di lavoro di richiedere il certificato del casellario giudiziale preventivamente l’assunzione di un lavoratore che dovrà operare in maniera regolare e continuativa con i minori (Dl numero 39/2014 – lotta agli abusi e allo sfruttamento dei minori), accogliendo la richiesta di Fipe di circoscrivere l’ambito applicativo alle attività che implicano un contatto necessario ed esclusivo con una platea di minori.

Come indicato dalla stessa Fipe nelle settimane precedenti, la norma prevede che i datori di lavoro che intendono impiegare una persona per lo svolgimento di attività professionali o attività volontarie organizzate che comportino contatti diretti e regolari con minori dovranno acquisire il certificato penale del casellario giudiziale di cui all’articolo 25 del Dpr numero 313/2002.

Il Ministero del lavoro, nel richiamare alcuni orientamenti interpretativi già formulati dal Ministero della giustizia, chiarisce che l’adempimento in questione riguarda esclusivamente i nuovi rapporti di lavoro costituiti a decorrere dal 6 aprile 2014 e non si applica invece a tutti i rapporti di lavoro già in essere a quella data.

L’obbligo di procurarsi il certificato penale sorge soltanto ove il soggetto che intenda avvalersi dell’opera di terzi si appresti alla stipula di un contratto di lavoro. La circolare numero 9 estende l’obbligo non solo alle tipologie di lavoro subordinato, ma anche a quelle forme di attività di natura autonoma che comportino, ovviamente, un contratto continuativo con i minori come ad esempio le collaborazioni anche a progetto, associazione in partecipazione e altro ancora.

Restano invece fuori dalla sfera di operatività dell’intervento normativo i rapporti diversi da quelli di lavoro in senso stretto, come quelli di volontariato.

In merito al campo di applicazione invece, nel sostenere l’orientamento espresso dalla Federazione, il Ministero ha affermato che “l’adempimento vada circoscritto alle sole attività professionali che abbiano come destinatari diretti i minori e cioè quelle che implichino un contatto necessario ed esclusivo con i minori”.

Per ulteriori informazioni sull’argomento è possibile rivolgersi agli uffici di Confcommercio Lucca (referente Marco Cipollini, 0583/473133 – cipollinimarco@confcommercio.lu.it).