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Consiglio comunale aperto a Viareggio sul commercio, l’intervento di Piero Bertolani

Inserito il 23 gennaio 2014 – 10:43

Nella serata di mercoledì 22 gennaio si è tenuto a Viareggio il Consiglio comunale aperto sulle problematiche del commercio, richiesto e ottenuto dalle associazioni di categoria fra cui Confcommercio Imprese per l’Italia – Viareggio Versilia. Fra i vari interventi che si sono succeduti nel corso della serata c’è stato ovviamente anche quello di Piero Bertolani, presidente di Confcommercio Viareggio. Ecco il testo integrale del suo discorso.

“Ringrazio innanzitutto il presidente del consiglio comunale ed i consiglieri tutti per la sensibilità dimostrata nell’aprire le porte dell’assise comunale alla discussione di un comparto fondamentale per la nostra città come quello del commercio e del turismo, che come ben sappiamo versa in condizioni difficili.

E’ per quello che siamo qui oggi e questa deve essere l’occasione per mettere sul piatto obiettivi e suggerimenti per il rilancio di una città come la nostra, che è senz’altro una località turistica ma che comunque vive 365 giorni l’anno, senza soluzione di stagionalità.

Non ci interessa infatti perdere tempo con una ricerca delle responsabilità che hanno portato a questa situazione, sarebbe un viaggio nel tempo lungo ed improduttivo.

Quello che rileva in questo momento è piuttosto portare un contributo costruttivo di idee e proposte affinché si possa tornare a guardare al futuro con un po’ di ottimismo e fiducia.

Il quadro evidenziato dal Presidente della Camera di Commercio Guerrieri ha chiarito il momento di sofferenza delle nostre imprese, strozzate da una burocrazia asfissiante e da una miriade di tasse e tributi, che all’amministrazione- per quanto nelle sue possibilità- chiediamo di rivedere e tagliare, per concedere l’auspicata ripresa dei consumi dopo il crollo di questi anni.

Non va però dimenticato che Viareggio ha un alto tasso di imprenditorialità in rapporto alla media della provincia di Lucca: quasi un quinto delle imprese attive nella provincia infatti ha sede nel nostro comune. Un fattore che quindi testimonia la vitalità potenziale del tessuto economico viareggino sebbene la crisi stia frustrando gli sforzi compiuti dai commercianti, infatti i dati della Camera di commercio dicono che nel 2013 (dicembre escluso) sono nate 502 nuove imprese ma ben 627 hanno chiuso i battenti.

Numeri impietosi che significano perdita di posti di lavoro, con la disoccupazione giovanile salita a oltre il 40%, ed impoverimento del tessuto sociale e culturale. E’ necessario pertanto trovare misure che invertano questo trend negativo e chiediamo che la politica ci sostenga e sia pronta a fare la sua parte.

Abbiamo bisogno di sapere quali sono le strategie per promuovere il turismo e il commercio a Viareggio poiché da indagini di mercato finalizzate alla soddisfazione dei clienti, effettuata sui turisti, emerge un giudizio buono sull’offerta dei servizi turistici, e negativo invece in merito alle infrastrutture pubbliche quali parcheggi, viabilità, servizi igienici, scarsa attenzione al decoro, ecc.

I progetti in itinere e la necessità di una sinergia tra privati e istituzioni deve costituire il tema principale per frenare il disastro della desertificazione commerciale e creare una base per poter ripartire.

Proprio per questo, data la complessità del tema, la nostra prima proposta nell’ottica di proficua e costante collaborazione è quella di un tavolo permanente tra amministrazione comunale ed associazioni di categoria per la programmazione su commercio, turismo ed eventi.

La creazione di un gruppo di lavoro permetterebbe di integrare tutte le competenze professionali tra pubblico e privato e monitorare costantemente la situazione, in modo da poter snellire le procedure burocratiche più macchinose che ingolfano le imprese e prendere i provvedimenti più idonei su questi argomenti.

La concertazione sul capitolato delle concessioni, sul regolamento del commercio su area pubblica, sul regolamento sulle emissioni sonore- solo per citare alcuni atti normativi che ci riguardano da vicino- è un passaggio necessario che l’amministrazione deve vivere insieme alle categorie e questo tavolo ne sarebbe la sede naturale.

Riteniamo fondamentale questo tipo di sinergia se vogliamo intraprendere un percorso di crescita proiettato a restituire alla nostra città quel ruolo che merita nel comparto commerciale e turistico.

Abbiamo già detto e ribadiamo però come sia necessario preliminarmente che l’amministrazione comunale adotti un piano delle funzioni, inteso come progetto rivolto allo sviluppo ordinato e funzionale della città, con un rapporto mirato tra componente commerciale ed urbanistica.

Tale piano dovrebbe concretizzare la strategia attraverso cui ripensare le varie aree della città in maniera coerente, un’integrazione tra le diverse funzioni commerciali, direzionali e sociali in modo da ottimizzare ognuna di esse.

Nello specifico, uno dei compiti del tavolo permanente potrebbe essere quello di scegliere volta per volta la miglior destinazione delle risorse derivanti dalla tassa di soggiorno, istituita dal comune: fondi vincolati allo sviluppo del turismo che possono essere prioritariamente indirizzati ad un miglioramento dell’immagine della città sotto forma di decoro, arredo urbano, lotta all’abusivismo ed infrastrutture: un esempio che subito mi viene in mente è il completamento della pista ciclabile nel tratto che va dal molo al viale dei Tigli e che permetterebbe di avere un itinerario di oltre 25 km da percorrere partendo da Forte dei Marmi fino a Torre del Lago , che se poi fosse anche arricchita da una illuminazione del tratto del viale dei Tigli sarebbe un percorso unico da fare nelle sere d’estate.

Maggior cura della città: lo chiede la Passeggiata, lo chiede la piazza del Mercato ma lo chiede la città intera, nelle forme e nei modi che i rappresentanti di tutte le zone illustreranno di seguito.

Un’altra annosa questione che riguarda non solo le aree commerciali è quella della sicurezza: l’ingente numero di effrazioni e danneggiamenti ai danni di abitazioni e negozi ha posto la questione come assolutamente prioritaria da risolvere.

Confcommercio – insieme ai comitati di zona – sta quindi valutando le proposte di vari istituti di vigilanza per trovare una soluzione ottimale per riportare la situazione sotto controllo.

Il presidio notturno di un’agenzia specializzata, unito all’operato quotidiano delle forze dell’ordine ed ad un miglioramento dell’illuminazione pubblica, sarebbe una risposta efficace per ridare fiducia a residenti ed operatori che troppo spesso lamentano un senso di paura ed insicurezza.

Un’altra necessità ineludibile è la razionalizzazione e ridefinizione del piano della sosta che va di pari passo con l’esigenza di una più adeguata segnaletica dei parcheggi presenti.

L’assenza di cartelli che indichino dove poter effettuare la sosta infatti è una grave pecca, che ha pesanti conseguenze anche a livello di immagine e di accoglienza.

Confcommercio chiede quindi la creazione di nuovi parcheggi, il cui pagamento venga effettuato alla fine della sosta, analogamente a quanto accade nelle altre città. Dobbiamo infatti incrementare la capacità di sosta della città che soffre di questa lacuna soprattutto nei week end in quanto gli stalli sono occupati dalle auto dei residenti e degli abbonati.

Sempre in ambito turistico, per il rilancio delle attività della Darsena e di Torre del Lago riteniamo necessario un forte alleggerimento dei vincoli imposti dalla normativa dell’ente Parco, senza certamente con questo voler aggirare i necessari controlli da parte degli uffici preposti al rispetto dell’ambiente.

Inoltre siamo d’accordo con la proposta lanciata da Riccardo Cima del Polo Nautico nel consiglio comunale dedicato a porto e nautica del 5 novembre scorso: proposta che mira ad agevolare il transito e la rotazione sugli approdi della Madonnina e dalla quale tutta la città potrebbe trarre indubbi benefici.

Vogliamo inoltre porre in questa sede l’attenzione sull’importanza di una questione annosa e sottovalutata ossia il problema della depurazione della fossa dell’Abate: è necessario addivenire ad una soluzione positiva e definitiva, in caso contrario è facilmente intuibile come le conseguenze non solo per le imprese balneari ma per tutta la Versilia sarebbero devastanti”.