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Il rapporto fra distributori e giornalai: Snag Confcommercio chiama gli operatori della Versilia per parlarne

Inserito il 16 ottobre 2013 – 08:21

Importante riunione, quella in programma lunedì 21 ottobre alle 21 nella nuova sede unica di Confcommercio Imprese per l’Italia Viareggio – Versilia, rivolta ai commercianti di giornali e riviste – edicolanti della Versilia. Fra gli argomenti all’ordine del giorno ci sono i rapporti con il distributore locale e, nello specifico, il compenso richiesto per il trasporto dei giornali direttamente alle sedi delle varie rivendite.

Nella circostanza verranno anche ipotizzate possibili soluzioni da proporre al distributore stesso e la eventuale programmazione di un incontro fra le parti. Alla riunione di lunedì prossimo parteciperanno Gino Cerboncini, presidente provinciale di Snag Confcommercio, e Andrea Innocenti, presidente regionale e vicepresidente nazionale del sindacato. Sulla questione dei rapporti fra distributori e giornalai, si è espressa recentemente anche Snag Italia, con una lettera aperta inviata a tutti gli editori:

“La diffusione della quasi totalità della stampa quotidiana e periodica – si legge nel documento – è demandata a 90 distributori locali che operano in regime di monopolio. Onestamente agli edicolanti non sembra di relazionarsi con agenti o mandatari, in quanto i distributori si comportano come fossero i padroni del prodotto, che distribuiscono gestendo l’area loro assegnata come signori feudali”.

“I distributori – prosegue Snag Confcommercio Italia – si sottraggono alle regole contenute nell’accordo nazionale di categoria; impongono ai rivenditori contratti di fornitura; sospendono a loro insindacabile giudizio la fornitura del prodotto; impongono la fornitura di prodotti che non siano quotidiani o periodici; stabiliscono in completa autonomia quali e quante pubblicazioni portare alle edicole”.

“Siamo arrivati purtroppo ad un punto di non ritorno – chiude la lettera -, nel senso che il problema deve essere risolto con urgenza a fronte di 30 mila edicole, e molti più posti di lavoro, che rischiano di sparire nei prossimi mesi, tenendo conto degli oltre 18 mila già persi negli ultimi anni, a seguito della chiusura di ben 10 mila edicole”.