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La Tares a Castelnuovo Garfagnana: un partecipato incontro col Comune nella locale sede di Confcommercio

Inserito il 10 settembre 2013 – 10:43
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Partecipato incontro a Castelnuovo per discutere della Tares. La nuova tassa sulla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti ha colpito duramente soprattutto alcune tipologie di attività commerciali. Così, Confcommercio Lucca ha chiesto un incontro aperto con l’amministrazione comunale.

Nella sede di via Farini a Castelnuovo, circa 100 attività commerciali hanno ascoltato le spiegazioni del sindaco Gaddo Gaddi riguardo gli aumenti derivanti soprattutto da decisioni governative. Assieme al vice presidente di Confcommercio, Fosco Bertoli, al presidente della sezione di Castelnuovo, Valter Lombardi, ed al direttore Rodolfo Pasquini è stata decisa la linea da seguire.

Innanzitutto, piena disponibilità da parte del Comune per analizzare ogni situazione singolarmente e vedere eventuali margini di manovra per ridurre gli importi più alti. Il sindaco ha anche assicurato che non sarà applicata nessuna mora sui ritardi di pagamento e la tassa potrà essere dilazionata temporalmente rispetto alla scadenza finale del 31 dicembre e su più rate rispetto alle tre già previste.

Il comune di Castelnuovo e Confcommercio faranno da capofila alle altre amministrazioni ed associazioni di categoria per discutere anche il costo del servizio con Severa oltre a mantenere vivo il dialogo per la tassa che verrà nel 2014.

«E’ solo una parte del problema, ma sicuramente in Garfagnana il costo del servizio è alto a causa della situazione di Severa – dice Bertoli – per questo la prima cosa da fare è aprire un dialogo con l’azienda per cercare di ridurre il costo. A livello nazionale il nostro sindacato, supportato anche dalle altre associazioni di categoria, ha protestato per le decisioni prese da Roma soprattutto riguardo alla suddivisione delle varie categorie». I tanti commercianti presenti hanno ventilato scenari davvero apocalittici perché gli importi sono triplicati per tanti, raddoppiati per molti e cresciuti per quasi tutti e specie per le attività con una superficie maggiore, dai ristoranti alle carrozzerie, il costo sfonda il muro dei 10mila euro annui. «Positiva è la posizione dell’amministrazione – prosegue Bertoli – ma dobbiamo fare unione con tutto il territorio per alzare la voce».

Il comune non applicherà interessi di mora a chi pagherà in ritardo, dilazionerà ulteriormente il pagamento e soprattutto apre le porte degli uffici per valutare caso per caso laddove sia possibile effettuare una riduzione dell’imposta.

«Abbiamo le mani legate – dice il sindaco Gaddi – siamo molto preoccupati. Abbiamo applicato i coefficienti minimi alle attività che erano soggette agli aumenti maggiori e quelli massimi a chi invece era in quelle categorie soggette a riduzioni o comunque ad aumenti non significativi». Il passaggio dalla Tarsu alla Tares comporta che il comune deve coprire il 100% dei costi e non più l’83% come accadeva nel 2012 (il restante era compito dello Stato). Sul gestore, la vicenda è nota alle cronache ormai da diversi anni: «Non è così facile cambiare gestore – chiude il sindaco – pensiamo che ci sono 50 famiglie che ci mangiano con Se.Ver.A., tra personale d’ufficio e personale di raccolta. Se usciamo da Severa, visto il nostro peso come soci, l’azienda chiude».