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L’Articolo 62 e la sua validità: il parere legale dell’avvocato nominato da Fipe Italia

Inserito il 6 giugno 2013 – 07:28

Fipe Italia, successivamente alle contrastanti interpretazioni del Mise e del Mipaaf sulla vigenza o meno dell’articolo 62, ha deciso di sottoporre la questione all’avvocato Antonio Baldassare, già investito dalla federazione della denuncia alla Commissione Europea relativa al citato articolo, per avere un suo autorevole parere in proposito.

Baldassarre, nel suo parere pro veritate, ha chiarito inequivocabilmente come sia avvenuto il superamento dell’articolo 62, a seguito del D. Lgs. n. 192/2012, sulla base dei principi generali dell’ordinamento e del diritto europeo, essendo palesemente in contrasto testuale e logico con le norme comunitarie e, pertanto, nella parte non compatibile con la normativa comunitaria, non applicabile in concreto ai rapporti che ne sono oggetto, nonché costituzionalmente illegittimo per violazione degli articoli 10 e 117, comma 1, della Costituzione.

L’avvocato chiarisce anche come la diatriba sorta tra i due ministeri si basi su un presupposto errato, in questo caso infatti non si può parlare di “abrogazione” poiché le norme in questione non sono di pari grado (esempio entrambe leggi nazionali) bensì di grado diverso, dato che l’art. 62 è norma nazionale mentre la direttiva sui pagamenti è norma comunitaria, che come tale prevale sulla disciplina nazionale contrastante.

Inoltre, la mancata previsione nell’art. 62 della possibilità di una deroga ai termini di pagamento risulta in aperto conflitto anche con un principio supremo del trattato istitutivo dell’Unione Europea – la libertà contrattuale quale espressione giuridica della libertà di concorrenza – e con la Costituzione italiana (art. 41).

Alla luce delle interpretazioni illustrate, la Fipe, preso atto dell’indiscutibile superamento dell’art. 62, ha predisposto una bozza di contratto tipo per i prodotti agricoli e alimentari sulla base del D.Lgs. n. 192/2012 (allegato n. 1), prevedendo quindi la possibilità per le parti di pattuire il termine di pagamento, nonostante si tratti di prodotti rientranti nel campo di applicazione dell’art. 62.

Per la descrizione della disciplina del D. Lgs. 192/2012 e le differenze con l’art. 62 si rinvia alla scheda di sintesi allegata (allegato n. 2 – IN BASSO).

Giova sottolineare che, anche se si ritengono non più applicabili i termini di pagamento imposti dall’art. 62, rimane la necessità di predisporre un contratto scritto, sia perché il primo comma dell’articolo in questione risulta attualmente in vigore, sia perché, come si è visto, l’art. 2 comma 3 del D. Lgs. n. 192/2012 richiede espressamente che la clausola che deroga al termine generale di 30 giorni sia pattuita espressamente e provata con la forma scritta.

Inoltre, per quanto riguarda i rapporti con i fornitori di prodotti agricoli ed alimentari già regolati da un contratto sulla base dell’art. 62, si consiglia di predisporre un nuovo contratto, seguendo le indicazioni qui fornite per far valere la nuova normativa, dato che il D.Lgs. n. 192/2012 si applica alle transazioni commerciali concluse dopo il 1° gennaio 2013 e non va a toccare quindi i rapporti pregressi, soprattutto se già regolati in forma scritta. Per questi ultimi, quindi, fintanto che non sarà predisposto un nuovo contratto, continuerà ad applicarsi quanto stabilito in quello attualmente applicabile.

Infine, giova precisare che la direttiva 2011/7/UE ed il relativo D. Lgs. n. 192/2012 di recepimento riguardano esclusivamente la materia dei termini di pagamento e degli interessi moratori, pertanto, il comma 2 dell’art. 62, che disciplina le pratiche commerciali sleali, è attualmente in vigore e pienamente applicabile.

Per un quadro più completo, ma sintetico delle novità intervenute si rinvia alla guida pratica “Dopo l’articolo 62 – Le regole sui pagamenti dei fornitori”, scaricabile dal sito www.fipe.it .

In conclusione, seppur in attesa della fine del procedimento di denuncia davanti alla Commissione Europea, è possibile affermare che la disciplina dell’art. 62 è stata ormai superata da quella di derivazione europea e, pertanto, non è più applicabile ai rapporti con i fornitori di alimenti e bevande.

Per ulteriori informazioni sull’argomento, è possibile contattare gli uffici Confcommercio (referente Vittorio Bini, 0583/473134 – binivittorio@confcommercio.lu.it).

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