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Il Ministero: il divieto di vendita di sostanze alcoliche va equiparato alla somministrazione sul posto. Ma il Silb non ci sta

Inserito il 15 febbraio 2013 – 08:41

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con la risoluzione n. 18512 del 4 febbraio 2013, con riferimento alla disposizione dell’art. 7 del D.L. n. 158/2012, ha affermato che il divieto di vendita di bevande alcoliche ai minori di anni 18, previsto dalla norma suddetta, si applica anche alla somministrazione sul posto.

Tale interpretazione è in contrasto con quella fornita dal Silb-Fipe Confcommercio con nota alla dirigenza del 15 novembre 2012, nonché con quelle diramate da Fipe e Federalberghi Confcommercio.

Per meglio chiarire i termini della questione, occorre premettere che l’art. 689 del codice penale già prevedeva che:

“L’esercente un’osteria o un altro pubblico spaccio di cibi o di bevande, il quale somministra, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, bevande alcooliche a un minore degli anni sedici o a persona che appaia affetta da malattia di mente, o che si trovi in manifeste condizioni di deficienza psichica a causa di un’altra infermità, è punito con l’arresto fino a un anno”.

L’art. 7 del DL 158/2012, c.d. “decreto salute”, ha invece stabilito il divieto di vendita di bevande alcoliche ai minori di anni 18, sanzionato con la sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a mille euro.

Secondo i ministeri, il legislatore con il termine “vende” non può che avere voluto intendere “fornire” le bevande alcoliche ad un soggetto minore di anni 18, senza distinguere tra vendita, somministrazione o consumazione. Non ci sarebbe, a loro parere, alcuna differenza tra il mettere a disposizione del cliente minore di età la bevanda alcolica in un bar o discoteca oppure nel negozio, e quindi tra “somministrazione” e “vendita”.

I ministeri ritengono pertanto che l’interpretazione più aderente allo spirito e al tenore delle nuove disposizioni sia la seguente:

• è vietato sia vendere che somministrare sul posto bevande alcoliche a minori degli anni 18;

• nel caso di vendita di bevande alcoliche a minori degli anni 18, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 1000 euro;

• nel caso di somministrazione di bevande alcoliche a minori degli anni 16, la sanzione è l’arresto fino a un anno;

• nel caso di somministrazione di bevande alcoliche a minori degli anni 18, ma maggiori degli anni 16, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 1000 euro.

E’ agevole presumere che l’interpretazione fornita dai Ministeri orienterà i controlli delle Forze dell’Ordine nei pubblici esercizi e nei locali di intrattenimento, per cui prudentemente si invitano le aziende associate che non intendono esporsi al rischio di incorrere nelle indicate sanzioni a non somministrare (oltre che vendere) alcolici ai minori degli anni 18.

Il Silb – Fipe assisterà comunque i propri associati, garantendo loro la tutela legale gratuita in caso di irrogazione di sanzioni pecuniarie amministrative per la somministrazione di alcolici ai minori di anni 18, ma maggiori dii anni 16.

Il Silb – Fipe, pur nella oggettiva complessità giuridica della questione, ritiene difatti di non condividere l’interpretazione dei ministeri, che appare in contrasto con consolidati principi del diritto penale a amministrativo.

La distinzione tra “vendita” e “somministrazione”, sostanzialmente negata dalla interpretazione ministeriale, è stata peraltro più volte rappresentata in testi normativi, è sancita dalla giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione e dalla stessa giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea.

La interpretazione fornita dei ministeri conduce altresì, da ultimo, alla paradossale conseguenza dell’applicazione di sanzioni diverse per due fattispecie ritenute uguali dagli stessi ministeri. Infatti la vendita di bevande alcoliche a minori di anni 16 è sanzionata in via amministrativa, mentre la somministrazione sul posto di bevande alcoliche a minori di anni 16 è sanzionata penalmente