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Discoteche, accertare la responsabilità penale del gestore per i rumori non necessita di perizie fonometriche

Inserito il 15 febbraio 2013 – 08:27

Il Silb, sindacato italiano dei locali da ballo che fa parte del Sistema Confcommercio, informa che con la recentissima sentenza della Corte di Cassazione, della I sezione n. 1787 del 15 gennaio 2013, i supremi giudici hanno affermato, tra l’altro, che – ai fini della configurabilità del reato contravvenzionale previsto e punito dall’art. 659 C.P.- l’attitudine dei rumori a disturbare il riposo e le occupazioni delle persone non necessariamente deve essere accertata tramite una perizia o consulenza fonometrica, ben potendo il giudice fondare il suo convincimento sulle sole dichiarazioni rese dai testi.

La giurisprudenza della Corte di Cassazione sull’argomento è oramai consolidata, riscontrandosi numerosi precedenti analoghi, peraltro richiamati nella decisione in commento.

Da segnalare anche il grave rischio per il titolare del locale, connesso al procedimento penale in corso, di subire la misura cautelare ex art. 321 C.P.P. del sequestro preventivo del locale o della strumentazione musicale

Diverso, almeno in parte, è sul punto l’orientamento della giurisprudenza amministrativa, dove pure si riscontrano decisioni analoghe, ma che in maggioranza è di segno opposto ritenendo configurabile l’illecito amministrativo solo in presenza di un accertamento tecnico fonometrico.

Dunque, ben può accadere che la medesima situazione sotto il profilo penale può essere valutata illecita con condanna ex art. 659 C.P., mentre sotto il diverso profilo amministrativo può essere definita con l’annullamento della eventuale misura sanzionatoria amministrativa di natura pecuniaria o interdittiva.