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Tutti in campo contro la pressione fiscale alle stelle, Cordoni: “Se non si cambia, si muore”

Inserito il 22 gennaio 2013 – 16:26

Procede a grandi passi la preparazione alla giornata di protesta nazionale e provinciale contro la pressione fiscale, in programma lunedì 28 gennaio.

Questa mattina, a Palazzo Sani, si è svolta la conferenza stampa di presentazione alla presenza dei quattro presidenti delle associazioni di categoria Confcommercio (Ademaro Cordoni), Confartigianato (Costante Martinucci), Cna (Ugo Da Prato) e Confesercenti (Giuliano Cesaretti), uniti su un unico fronte con la supervisione e il coordinamento della Camera di Commercio di Lucca (presente all’incontro con gli organi di informazione il presidente Claudio Guerrieri), la cui sede sarà fulcro delle iniziative provinciali previste per la giornata di lunedì prossimo. L’annunciata serrata non ci sarà.

“La serrata, purtroppo, è nella realtà di ogni giorno — hanno commentato i promotori dell’iniziativa —. Ogni minuto in Italia chiude un’attività e a Lucca questi primi giorni del 2013 fanno segnare il record negativo di 53 imprese e 196 dipendenti che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione”. Dunque nessuna iniziativa d’urto, forse anche per la difficoltà oggettiva di contemperare le esigenze diverse di artigiani e commercianti. Ma non mancherà un gesto simbolico a sorpresa.

“Alla Camera di commercio le associazioni di categoria porteranno avanti i loro argomenti — ha anticipato il presidente di Confcommercio Ademaro Cordoni — e in quella sede, a suggello della mobilitazione, ci sarà un atto simbolico”.

Ecco il testo integrale dell’intervento di Cordoni durante la conferenza stampa:

“Il motivo di questa giornata di protesta nazionale, a cui Confcommercio Lucca ha aderito da subito con grande convinzione, coinvolgendo a livello provinciale anche le altre Associazioni di categoria, è semplice ed evidente: il mondo economico – produttivo, a queste condizioni, non può più andare avanti. Ci troviamo, oggi, in una situazione mai verificatasi negli ultimi 50 anni.

La politica fiscale portata avanti dal Governo negli ultimi mesi ha prodotto risultati devastanti, soprattutto nei confronti di quella piccola e media impresa che noi rappresentiamo.

La realtà di oggi è che le aziende chiudono in massa: a confermarcelo, sono i dati diramati da Confcommercio Italia pochissime settimane fa, ma anche, rimanendo alla nostra realtà locale, quelli diffusi dalla Camera di Commercio di Lucca pochissimi giorni orsono.

Esistono settori, come ad esempio quello ricettivo – alberghiero, dove i costi di gestione e la tassazione hanno raggiunto ormai livelli inaccettabili.

I dati in nostro possesso dimostrano come ad oggi, se un albergo incassa 100, circa il 70 per cento se ne vada fra spese e balzelli vari.

Ci rendiamo conto di cosa vuol dire questo?

Il problema non riguarda soltanto le imprese, ma ogni cittadino: in questo inizio 2013 i consumi sono in caduta libera. Le famiglie e le imprese hanno pagato l’Imu, che di fatto è una patrimoniale generalizzata e rivolta in tutte le direzioni.

Siamo rimasti senza risorse.

E’ vero, la crisi ha avuto inizio nel settembre 2008, ma qua nella nostra provincia gli scricchiolii si sono cominciati a sentire a cavallo fra il 2010 e il 2011, raggiungendo il suo apice con l’avvento del Governo tecnico.

L’andamento dei consumi è una spia importantissima sullo stato di salute di un Paese: quando la collettività attraversa un momento di crisi economica, il nostro mondo è il primo a pagarne le conseguenze.

Questa mobilitazione è partita dai pubblici esercizi – bar e ristoranti -, settore che molti sarebbero portati a credere essere estraneo alla crisi, e che invece versa in uno stato di enorme difficoltà.

In molti, oggi, per andare avanti sono costretti a fare ricorso alla cassa integrazione, o addirittura ai loro risparmi personali di una vita, trascinati dall’amore che nutrono per il proprio negozio.

La nostra volontà, al contrario di quello che pensa qualcuno, non è quella di non pagare le tasse. Noi chiediamo semplicemente, ma con grande forza e determinazione, che si attivino misure immediate per la ripresa dell’economia.

E che si rivedano le buste paga dei lavoratori, così che aumenti di nuovo il loro potere d’acquisto.

Le nostre Associazioni di categoria, non solo non possono, ma neppure vogliono rimanere ferme a guardare.

Da qua, la decisione di dar vita a questa giornata, che vedrà le nostre Associazioni attive protagoniste.

Il nostro messaggio è chiaro: se non si cambia subito, si muore”.