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Festività drammatiche sul piano dei consumi, l’analisi di Federmoda Toscana

Inserito il 7 gennaio 2013 – 09:16

A pochissimi giorni dall’avvio dei saldi invernali, giungono le considerazioni sull’argomento da parte di Federica Grassini, presidente di Federmoda Confcommercio Toscana, il sindacato che racchiude i commercianti del settore abbigliamento.

“Non è facile – esordisce la Grassini – eseguire una previsione di quanto spenderanno le famiglie toscane per capi di abbigliamento e calzature durante il periodo dei saldi, dopo un Natale fra i peggiori (se non il peggiore in assoluto), in termini di consumi, dal dopoguerra ad oggi”.

“Se la crisi e l’Imu pagata il 17 dicembre hanno drammaticamente alleggerito lo scontrino, in favore di piccoli acquisti per lo più nei negozi posizionati nei centri cittadini, ci auguriamo che il 2013 ci riservi liete sorprese in temi di saldi. Il clima generale non è certo di ottimismo, tutt’altro. I redditi familiari sono tornati indietro al 1985 e i tg hanno annunciato l’arrivo di tre nuove tasse, nonchè il famigerato e irrazionale aumento dell’Iva previsto per luglio”.

“Dati, questi, che devono farci riflettere tutti: un Paese in cui il Governo pensa di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 aumentando le entrate dell’80 per cento e diminuendo la spesa del 20 per cento, in cui il cittadino versa all’erario il 55 per cento di ciò che guadagna e l’impresa il 68 per cento, non è un Paese sufficientemente preoccupato per una ripresa in tempi rapidi dell’economia”.

“Occorre restituire denaro alle famiglie e aiutare le piccole e medie imprese a vivere”.