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Agenti immobiliari e professionisti studiano e analizzano il Rent to Buy

Inserito il 3 dicembre 2012 – 08:03

“Non sarà la panacea di tutti i mali, ma certamente rappresenta un importante strumento, innovativo per il nostro Paese, che merita di essere conosciuto e analizzato”.

Così Alessandro Gabriele, presidente provinciale e regionale di Fimaa Confcommercio, commenta il “Rent to buy” (ovvero sia l’affitto per l’acquisto), il nuovo, possibile modo di comprare casa di cui si inizia a parlare nel mercato immobiliare italiano. All’argomento è stato dedicato un partecipato convegno nella Sala Tobino di Palazzo Ducale, a cui hanno preso parte circa 150 fra agenti immobiliari e professionisti del settore, provenienti da ogni parte del territorio provinciale.

L’evento, organizzato da Fimaa Confcommercio Lucca, ha visto la presenza di qualificati esperti del settore come il consulente legale di Fimaa Italia, avvocato Paolo Pesando; il notaio Giuseppe Losito, dell’omonimo studio di Lucca; l’avvocato Federico Marrucci, dello studio tributario Etruria di Lucca nonché consulente legale di Confcommercio Lucca. Assieme a loro, al tavolo dei relatori, lo stesso Gabriele e il presidente provinciale di Confcommercio Ademaro Cordoni.

“La sinergia – afferma Gabriele – è certamente una strada importante per arginare la crisi. Per questo ho molto apprezzato la notevole partecipazione da parte di addetti ai lavori, agenti immobiliari e professionisti: non possiamo pensare che il “Rent to buy” possa risolvere tutto, ma i riscontri che sta ottenendo da anni in Nord Europa certamente sono un elemento di cui occorre tener conto e che lo rendono meritevole di essere approfondito”.

Lo schema negoziale può così essere riassunto: per consentire al potenziale acquirente di effettuare l’acquisto dell’immobile per un importo inferiore al 100 per cento del prezzo di compravendita, oggi difficilmente ottenibile dagli istituti di credito, viene previsto con questo tipo di contratto che il potenziale acquirente versi un importo iniziale – generalmente pari al 6 per cento del prezzo di compravendita – a titolo di caparra confirmatoria, e poi un canone di locazione il cui ammontare, in tutto o in parte, verrà considerato al termine della locazione stessa quale acconto da scontare sul prezzo di vendita.