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Librai, il punto dell’Ali sulla Legge Levi a un anno dall’entrata in vigore

Inserito il 3 ottobre 2012 – 10:03
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Martedì 25 settembre una delegazione dell’Ali, (l’Associazione librai italiani che fa parte del Sistema Confcommercio) guidata dal presidente Alberto Galla ha partecipato ad una audizione presso la VII° Commissione cultura scienza e istruzione della Camera dei deputati, per una valutazione della Legge Levi 128/2011 ad un anno dalla sua entrata in vigore. All’incontro, oltre al Ministro per i beni e le attività culturali Lorenzo Ornaghi e al sottosegretario per l’informazione e la comunicazione alla presidenza del Consiglio dei Ministri Paolo Peluffo, hanno preso parte il presidente del Cepell Gian Arturo Ferrari, il presidente dell’Aie-Associazione italiana editori Marco Polillo, il presidente dell’Aib – Associazione italiana biblioteche Stefano Parise e i rappresentanti delle case editrici.

La posizione dell’Ali è che questa legge attualmente rappresenti la migliore soluzione possibile e, al tempo stesso, abbia creato un argine alla chiusura di molte librerie indipendenti. Ali è consapevole che siano emersi non pochi elementi di criticità, che dovranno in futuro – di certo non in questa legislatura – essere presi in considerazione.

1) Il primo, condiviso sia pure con finalità diverse da tutti gli editori, è che il differenziale tra lo sconto massimo consentito in via ordinaria (15 per cento) e quello delle promozioni (25 per cento) è troppo esiguo per rendere più appetibili le promozioni stesse. La soluzione che prospetta Ali è quella sostenuta da sempre, e cioè che lo sconto massimo consentito dovrebbe essere del 5 per cento, mentre quella che invece prospettano i grossi gruppi editoriali è di innalzare ulteriormente lo sconto delle campagne.

2) Altro elemento molto controverso è l’interpretazione dell’articolo relativo alle campagne promozionali. Oltre al noto problema sull’obbligo di comunicazione “erga omnes” e alla “parità di condizioni”, resta il fatto che gli editori hanno interpretato liberamente la “non reiterabilità” delle stesse, con il risultato che quest’anno abbiamo avuto assistito a una esplosione delle campagne, spesso ai limiti della legge, riferite anche ad alcuni titoli novità e con scarsi o nulli effetti sulle vendite, riconosciuti dagli editori stessi.

3) Resta comunque fortemente problematica la non distinzione fra editoria di varia e scolastica. Lo sconto previsto dalla legge, di fatto, è decisamente insostenibile per la vendita dei libri di testo da parte delle librerie indipendenti. A questo proposito, l’Ali si sta accingendo a promuovere azioni legali nei confronti di quelle strutture della Gdo che hanno palesemente trasgredito alla legge attraverso lo strumento dei buoni sconto in abbinamento alla vendita dei testi scolastici.

Infine, l’Ali si è fatta promotrice di un tavolo che abbia l’obiettivo di addivenire a un regolamento di attuazione della legge, focalizzato in prevalenza sulla corretta gestione delle campagne promozionali.