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Termini per il pagamento delle derrate alimentari, la preoccupazione di Fipe Lucca

Inserito il 26 settembre 2012 – 10:30

Manca ancora un mese esatto all’entrata in vigore dell’articolo 62 del decreto Liberalizzazioni che impone il pagamento entro 30 giorni per le derrate alimentari, e i pubblici esercizi manifestano preoccupazione.

La norma studiata per riequilibrare il rapporto tra grandi centrali di acquisto e produzione, infatti, si ripercuote gravemente sui pubblici esercizi, normalmente organizzati in aziende a carattere familiare o di piccole dimensioni, che in caso di ritardato pagamento rischiano sanzioni da 500 fino a 500 mila euro.

In pratica, qualsiasi bar con un incasso già penalizzato dagli effetti della crisi potrebbe paradossalmente ritrovarsi a pagare multe salatissime magari anche a qualche multinazionale produttrice di alimenti confezionati o bevande, se saldasse la fattura dopo i 30 giorni.

“Si tratta – afferma Benedetto Stefani, presidente provinciale di Fipe Confcommercio Lucca per il settore dei ristoratori – di un’altra complicazione. E di un’altra gestione di un problema reale con delle generalizzazioni che possono ampliare le difficoltà, soprattutto delle piccole e medie imprese che avrebbero gradito maggiori deroghe al corretto principio di base e la gradualità delle sanzioni, introducendo cioè un parametro quantitativo”.

Per questo Fipe Lucca, in accordo con i vertici nazionali del sindacato, sta verificando la costituzionalità della norma sulla base di un ingiustificabile privilegio di una categoria rispetto ad un’altra in termini di tutela del credito.