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Riordino delle Province, il presidente Cordoni interviene nel Consiglio comunale di Lucca

Inserito il 29 agosto 2012 – 08:40

Importante seduta martedì 28 agosto per il Consiglio comunale di Lucca, avente all’ordine del giorno la discussione sul riordino delle Province.  Sessione resa ancora più importante dal fatto di essere aperta agli interventi dei cittadini.

Fra coloro che hanno preso la parola a Palazzo Santini c’è stato anche il Presidente provinciale di Confcommercio Ademaro Cordoni. Ecco di seguito il suo discorso in versione integrale.

“Gentile Sindaco, Gentile Presidente del Consiglio Comunale, Gentili Consiglieri,

Innanzitutto un caloroso ringraziamento per averci concesso la possibilità di effettuare un intervento in questa sede su un argomento che la nostra Associazione giudica di straordinaria importanza per i futuri assetti della provincia di Lucca.

Da subito, non appena trapelate le prime ipotesi riguardo al piano di accorpamento delle Province allo studio del Governo, Confcommercio Lucca è scesa in campo a difesa del ruolo di capoluogo che la nostra città ha e deve continuare a mantenere.

Questo, per una lunga serie di motivi di carattere storico, demografico ed economico.

L’unione ideale rimane quella con la sola area di Massa Carrara, a cui ci legano analogie territoriali (la Lunigiana con la Garfagnana, o le due rispettive zone costiere), ma anche i settori dell’artigianato, e ancor di più del turismo.

Partendo da questo punto di vista, auspichiamo che le nostre istituzioni facciano sentire il peso e il prestigio di Lucca, certamente dotata di tutti i requisiti giusti per la conservazione di un ruolo centrale nelle strategie e nel mantenimento delle nuove maxi province che verranno.

Ogni eventuale soluzione diversa da quella da noi auspicata, sia che si parli di Pistoia, di Prato, di Pisa o di Livorno, con la conseguente perdita dello status di città capoluogo, provocherebbe per Lucca la perdita di importantissime sedi strategiche, in primis la Prefettura, con le ricadute che tutti possiamo immaginare.

I parametri fissati dal Governo per la scelta della città capoluogo di una nuova maxi Provincia sono quelli dell’ampiezza del territorio e del numero di abitanti. Ma alle nostre istituzioni chiediamo di lottare anche per far valere altri parametri come il tessuto economico, la ricchezza e la storia di un territorio, talmente importanti da necessitare della possibilità di concedere, da parte del Governo, delle deroghe rispetto ai parametri istituzionali.

Ma non si tratta soltanto di opportunità logistiche: Lucca, fino al giorno in cui è stata formata l’Italia unita che oggi tutti noi conosciamo, ha sempre lottato con forza per la difesa della sua indipendenza.

Una storia di appartenenza e orgoglio dell’identità, questa, che deve indicarci la strada. Ci sono negozi storici di Lucca, che ci onoriamo di rappresentare, i quali affondano le loro origini in epoca precedente all’Unità d’Italia.

Vederli ancora adesso in attività, portati avanti dagli eredi, ci fa capire come quello straordinario filo rosso e bianco non si sia mai spezzato. Né questo deve avvenire oggi, o in futuro.

Fa piacere che, proprio in questi giorni, dalla politica agli organi di informazione, dalle associazioni fino ai semplici cittadini, ci sia una levata di scudi per Lucca capoluogo perché, anche se a qualcuno forse può non sembrare così, le decisioni prese adesso rischiano di avere gravissime ripercussioni per il futuro della Lucchesia, della Piana, della Valle del Serchio e della Versilia.

Non è pensabile che la gestione di un territorio complesso e variegato come quello della provincia di Lucca possa essere affidata a realtà lontane da esso per conoscenza, tempistica e mezzi. Un esempio concreto e drammatico di questo ci è stato fornito dall’alluvione dell’Oltreserchio del Natale 2009.

Non solo: come Confcommercio va ripetendo da tempo, il turismo è la risorsa fondamentale per lo sviluppo economico del presente e del futuro contro la crisi. Ecco perché non possiamo accettare operazioni che possano pregiudicare lo sviluppo del settore: non ci dimentichiamo che già oggi alla scomparsa delle Apt non è stato posto un rimedio efficace.

La battaglia, e mi avvio a concludere, che vede oggi protagoniste diverse città d’Italia da Nord a Sud, da Sondrio a Belluno, per arrivare fino a Messina, ci sia da stimolo: questo piano di revisione e accorpamento non è accettabile, perlomeno con queste caratteristiche.

L’attenzione al risparmio, sponsorizzata dal Governo, è una regola che ogni commerciante conosce alla perfezione e che rappresenta la base da cui partire per poter portare avanti un’attività.

Ma crediamo ci sia una bella differenza fra risparmiare e chiudere bottega”.