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Spending review: slitta all’1 luglio del 2013 l’aumento dell’Iva

Inserito il 7 luglio 2012 – 08:18

Dopo sette ore di riunione, il Consiglio dei ministri ha approvato “la seconda rata”, come l’ha definita il premier Mario Monti in conferenza stampa, dell’operazione di revisione della spesa pubblicata. Che non prevede ”tagli lineari”, ma una sforbiciata ponderata.

“Si tratta – ha detto Monti – di una missione collettiva pensata per i cittadini e che per i prossimi sei mesi del 2012 comporterà tagli per 4,5 miliardi, che l’anno successivo saliranno a 10,5 e a 11 nel 2014″.

E nonostante numerosi stop and go, alla fine arriva anche il dimezzamento delle province, che entro l’anno dovranno scendere a quota 50. Il tutto con il raccordo degli enti territoriali e accompagnato dalla creazione di 10 nuove città metropolitane, (Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria).

Il governo scende in conferenza stampa in piena notte e il presidente del Consiglio coglie l’occasione per riconoscere il senso di responsabilità manifestato dai ministri, che nel corso di queste settimane hanno cercato di opporre qualche resistenza alla sforbiciata prevista dal decreto ma che alla fine hanno approvato il provvedimento. Anche perché sui due fronti principali, sanità e scuola, i rispettivi dicasteri l’hanno spuntata. In extremis infatti saltano i tagli ai ‘mini-ospedali’ e quelli alle università (200 milioni nel 2012 e 300 a partire dagli anni successivi) e parimenti non vengono finanziate le scuole paritarie. ”La scuola non è toccata da questo decreto – tiene a precisare il viceministro dell’economia Vittorio Grilli – e per la salute si mantengono i servizi invariati ma riducendone i costi”.

Nel complesso comunque la macchina centrale dell’amministrazione pubblica mette sul piatto 1,5 miliardi quest’anno e 3 miliardi a partire dal 2013, con tanto di soppressione della Covip e dell’Isvap.

Confermato lo stop all’incremento dell’Iva fino al primo luglio del 2013 e le risorse per fare in modo che altri 55 mila esodati possano essere salvaguardati con le vecchie regole con uno stanziamento complessivo di 1,2 miliardi di euro dal 2014. Tra le novità in arrivo, spunta il taglio di ”almeno il 10%” del totale degli organici delle Forze armate, lo stop all’adeguamento degli affitti pagati dallo Stato e l’avvio della rinegoziazione delle locazioni per ridurre del 15% i canoni.