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Lo studio di Confcommercio nazionale: pressione fiscale da record mondiale in Italia

Inserito il 20 luglio 2012 – 10:40
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Nel 2012 la pressione fiscale effettiva o legale in Italia, cioè quella che mediamente è sopportata da un euro di prodotto legalmente e totalmente dichiarato, è pari al 55 per cento. Lo indica l’Ufficio studi di Confcommercio Italia, precisando che si tratta di un record mondiale, e che la pressione fiscale apparente è al 45,2 per cento. Il valore della pressione fiscale effettiva, precisa Confcommercio nel rapporto ‘Una nota sulle determinanti dell’economia sommersà, “non solo è il più elevato della nostra storia economica recente, ma costituisce un record mondiale assoluto”.

L’Italia si posiziona infatti al top della classifica davanti a Danimarca (48,6%), Francia (48,2%)e Svezia (48%). Fanalino di coda Australia (26,2%) e Messico (20,6%). “Non solo l’Italia è al primo posto nel mondo – spiega in una nota la Confcommercio nazionale -, ma è difficile che in un futuro prossimo possiamo esser scavalcati dagli altri Paesi, molti dei quali non solo stanno riducendo la pressione fiscale, ma hanno un sommerso economico molto ridotto rispetto a noi”.

“Sotto il profilo aritmetico – si legge nel rapporto – il record mondiale dell’Italia nella pressione fiscale effettiva dipende più dall’elevato livello di sommerso economico che dall’elevato livello delle aliquote legali”.

L’Italia si classifica ai vertici della classifica internazionale anche per la pressione fiscale apparente, quella data dal rapporto tra gettito e Pil: con il suo 45,2% il nostro Paese è al quinto posto su 35 paesi considerati, dietro a Danimarca (47,4%), Francia (46,3%), Svezia e Belgio (entrambi 45,8%). Il dato è il livello più alto del periodo per il quale si dispone di statistiche attendibili, precisa il rapporto, spiegando che il balzo del 2012 è dovuto alla strategia di restrizione fiscale che dovrebbe portare il nostro Paese al close to balance nel 2013.

Tra il 2000 e il 2012, mentre la pressione apparente media è scesa di nove decimi nell’area euro e di un punto nell’Ue27, l’Italia è tra gli unici Paesi europei grandi ad aver innalzato il prelievo: +3,4 punti percentuali, insieme al Portogallo (+3 punti) e Francia (+0,4 punti). E anche nel mondo, dove prevale la tendenza alla riduzione, l’Italia guida la classifica, seguita dal Giappone (+2,9 punti).

Il sommerso economico in Italia è pari al 17,5% del Pil e l’imposta evasa ammonterebbe a circa 154 miliardi di euro (il 55% di 280 miliardi di imponibile evaso). E’ quanto emerge dal rapporto ‘Una nota sulle determinanti dell’economia sommersà dell’Ufficio studi di Confcommercio, che precisa come il 17,5%, che si riferisce al 2008, ma si può ipotizzare costante fino ad oggi, posizioni l’Italia al primo posto nel mondo davanti a Messico (12,1%) e Spagna (11,2%) ma è una tendenza moderatamente alla riduzione.