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Gestori impianti di carburante, l’allarme del presidente Avenante Ricchi

Inserito il 5 luglio 2012 – 13:39
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Esprime preoccupazione Avenante Ricchi, presidente provinciale e vicepresidente regionale di Figisc Confcommercio, la Federazione italiana gestori impianti stradali carburante, nel commentare in questa intervista l’attuale situazione in cui versa il settore.

Allora Presidente, come vanno le cose per i benzinai?

“Si fa presto a dirlo – afferma Ricchi –: le vendite sono diminuite e di conseguenza i guadagni. Ma la crisi che ci colpisce non deriva soltanto da questo: le compagnie petrolifere riducono il nostro margine e poi praticano maxi sconti nei fine settimana, costringendo così noi gestori a restare sugli impianti, rinunciando ad un giorno di festa e vedendosi ancora più esposti a rapine. Al che, mi sorgono spontanee un paio domande che vorrei rivolgere ai petrolieri”.

Prego, dica pure…

“Siamo o non siamo gestori? Siamo imprenditori senza impresa o soltanto entità senza capo né coda? Gradirei tanto saperlo”.

Come si è giunti a questa situazione?

“Tutto è cominciato con il “Fai da te”, con il quale ci sono stati rosicchiati 2 centesimi per litro di guadagno. Poi è arrivato l’Iper Self, e con esso altri 2 centesimi in meno per litro di guadagno. A queste condizioni, che ci stiamo a fare? Quando acquistiamo il carburante dobbiamo pagarlo subito alla consegna, e le problematiche sono tutte a carico nostro. Se il gestore di un impianto si occupa solo della vendita di carburante, come può andare avanti in questo modo?”.

La sua ricetta per venirne fuori quale è?

“Sediamoci a un tavolo e vediamo di risolvere il problema sul lungo periodo. La liberalizzazione delle licenze produrrà una moltiplicazione delle aperture, e noi che siamo legati alle compagnie petrolifere con mani e piedi che cosa dobbiamo fare? Subire passivamente senza neanche opporci? Ma che imprenditori siamo? Anche noi abbiamo diritto a un adeguamento del margine di guadagno”.

Come vede il futuro?

“Gravemente a rischio. La gente viene da noi e ci chiede di poter cambiare i soldi, per metterli poi nel self. Dove è finita la nostra esperienza e il nostro valore aggiunto, quello che ci vedeva accogliere il cliente con un sorriso e, oltre a rifornirlo di benzina, pulirgli il parabrezza dell’auto? Oggi ci ritroviamo spesso a controllare che il lavoro di una volta, nonostante non ci sia più, venga svolto ancora. Possa chiudere con un ultimo quesito per le grandi compagnie?”.

Certo…

“E’ normale che lo stesso prodotto sia messo in vendita nello stesso impianto con tre modalità di prezzo distinte fra loro?”.