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Anche gli albergatori si oppongono alla abolizione delle festività di primavera

Inserito il 20 luglio 2012 – 10:19

Proseguono le prese di posizione di contrarietà all’ipotesi secondo la quale il Governo Monti sarebbe intenzionato a sopprimere alcune festività, come quelle del 25 aprile e dell’1 maggio. Sull’argomento interviene Pietro Bonino, presidente del sindacato provinciale albergatori di Confcommercio.

“Di fronte a una prospettiva del genere – afferma Bonino –, non possiamo che esprimere tutta la nostra contrarietà e preoccupazione. Quello alberghiero è uno dei pochi settori economici che, nonostante la crisi, continua a resistere. Certo, le difficoltà non mancano, ma per adesso siamo riusciti ad andare avanti. Ma è chiaro che dalle istituzioni devono arrivare aiuti, non ostacoli. Se guardiamo al calendario del prossimo anno, vediamo che la domenica di Pasqua è attorno alla metà di marzo”.

“Ebbene, se venissero abolite le successive festività di primavera, che oggi rappresentano un ideale punto di collegamento con l’estate, si dovrebbe aspettare addirittura Ferragosto per ritrovare un giorno non domenicale segnato in rosso sul calendario. I cosiddetti “ponti” sono una risorsa importantissima per il turismo, e lo diventano ancora di più per la città di Lucca che, non essendo certo una metropoli, viene visitata dai più nell’arco massimo di 2-3 giorni”.