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Mercatino Europeo di Altopascio, parlano i commercianti del paese

Inserito il 15 maggio 2012 – 12:49
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Esprimono apprezzamento, ma anche diverse perplessità, i commercianti del centro storico di Altopascio, nel commentare l’esito del “Mercatino Europeo”, manifestazione andata in scena dal 4 al 6 maggio all’interno del paese. Pro e contro dell’evento? Li spiegano i negozianti stessi.

“Di positivo – afferma Paolo Montanelli, dell’omonimo bar – pasticceria – c’è stata senz’altro la presenza di molte persone che non appartengono al circuito classico dei visitatori di Altopascio. Ma non si può incentrare una manifestazione di tre giorni soltanto sull’aspetto gastronomico: credo che sarebbe stata opportuna anche la presenza di banchi dell’artigianato e, soprattutto, un coinvolgimento maggiore delle piazze”.

Concetto, quest’ultimo, ripreso anche da Roberto Reino dell’enoteca La Magione del Tau: “Apprezziamo la volontà di ravvivare il nostro centro – dice Reino -, ma non si può pensare di chiudere l’accesso a un paese per un intero weekend lasciando al tempo stesso le piazze che lo compongono vuote. E’ una scelta illogica, che finisce col penalizzare molte attività”.

E anche Francesco Buti, della omonima macelleria, è in linea con i colleghi: “Quando si porta gente ad Altopascio – commenta –, è sempre un elemento positivo di cui non si può che esser contenti. Per il futuro, però, occorrerà forse ripensare all’organizzazione di un evento che ha reso difficile l’accesso a molti negozi per quattro giorni interi, se si considera anche il mercato settimanale del giovedì mattina. E le piazze devono esser coinvolte”.

A chiudere, il pensiero di Pierluigi Maltagliati, dell’omonimo negozio di dischi: “Puntare tutto sulla gastronomia – afferma – è un po’ riduttivo: molte persone sono arrivate qua, hanno mangiato e sono poi ripartite. La presenza aggiuntiva di un mercato ambulante o dell’artigianato, invece, avrebbe senz’altro funzionato da ulteriore strumento di richiamo, invitando la gente a passeggiare e magari a fare un po’ di shopping. E anche la chiusura del traffico è da rivedere. Certo, di pubblicità per il paese ce n’è stata tanta e questo non può che renderci felici”.

Più in generale, da parte dei commercianti del paese è emersa una richiesta rivolta al Comune: la possibilità che venga demandata agli operatori, in primis, la promozione commerciale del territorio, in quanto sono loro stessi poi a subirne, sia in positivo che in negativo, le ricadute.