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Riforma del lavoro, la posizione di Fipe nazionale

Inserito il 11 aprile 2012 – 09:08

In merito alla Riforma del lavoro su cui sta lavorando il Governo, giunge la presa di posizione da parte della Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) Confcommercio nazionale.

“Per riformare veramente il mercato del lavoro – si legge in una nota – è necessario cambiare il modo di ragionare anche in termini di stagionalità. Questa non deve più essere legata al concetto antiquato di variazione climatica, ma deve essere legata ai flussi di mercato. Considerare la stagione come una condizione particolare dettata dalle iniziative culturali, fieristiche, sportive, convegnistiche e quant’altro significa avere una visione moderna dell’economia e riuscire a soddisfare le esigenze delle imprese, dei lavoratori e dei consumatori”.

La contestazione maggiore da parte della federazione dei pubblici esercizi al testo di base del disegno di legge riguarda proprio l’esclusione, perché considerata troppo restrittiva, delle sole aziende stagionali dal contributo aggiuntivo dell’1,4% per i contratti a tempo determinato. Con la definizione di “azienda stagionale” restano fuori tutte le ipotesi di intensificazione legate alla fluttuazione e alla ciclicità della domanda, così come restano fuori le assunzioni in fase di avvio aziendale.

Ulteriore dimostrazione, a modo di vedere di Fipe, che il concetto di stagionalità è legato ad una visione non aggiornata delle dinamiche sociali e di mercato è data dall’aumento a 60 giorni dell’intervallo fra un contratto fino a 6 mesi e l’altro (intervallo che arriva a 90 giorni se il tempo determinato supera i sei mesi).

In pratica, se un pubblico esercizio ha impiegato un lavoratore per un breve periodo non può rinnovare allo stesso lavoratore (già formato sulle dinamiche ed esigenze di quella precisa azienda) un altro periodo breve di lavoro prima di 60 giorni. L’impostazione di una simile riforma del lavoro va contro i principi e gli incentivi della destagionalizzazione: un principio che invece aveva messo d’accordo tutti e cui sembrava poter essere impostata una nuova stagione economica del turismo in grado di rilanciare l’economia.