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Confcommercio Toscana non firma il protocollo d’intesa con la Regione “Giovanisì”

Inserito il 8 febbraio 2012 – 09:22

“Nonostante le nostre ripetute osservazioni sulla nuova normativa regionale in materia di tirocini la Regione continua a disconoscere l’importanza delle nostre microimprese nel trasferire conoscenze per l’ingresso nel mondo del lavoro”. Il presidente regionale di Confcommercio Stefano Bottai annuncia che Confcommercio Toscana non firma il protocollo d’intesa per l’istituzione del tavolo Giovanisì.

“Tra gli obiettivi del tavolo Giovanisì che dovrebbe essere istituito dal protocollo – aggiunge Bottai – , c’è la costruzione, importantissima, di percorsi per l’inserimento nel mondo del lavoro. I firmatari, tra cui le associazioni di categoria, sono chiamati a supportare l’attività regionale mettendo a disposizione della giunta il patrimonio di conoscenze relativo ai propri settori. Bene, è quello che stiamo facendo da un anno, indicando alla Regione che la maggior parte delle imprese è costituita da società di persone o imprese familiari”.

“La nuova regolamentazione regionale, impedendo ai soggetti senza dipendenti a tempo indeterminato l’attivazione di tirocini, disconosce di fatto il portato di esperienza e professionalità di quei settori in cui l’assenza di dipendenti fissi è la norma. Pensiamo ad esempio alla costa e alle montagna toscane. Preparare la carne, imparare a fare il pane, sviluppare software, dare assistenza al turista, vedere come si gestisce un ristorante, come si serve la clientela di un bar. Sono momenti educativi e formativi importanti e qualificanti per i ragazzi e le ragazze che si trovano a cercare e scegliere un’occupazione in un mondo del lavoro sempre più complesso e inaccessibile”.

Continua Andrea Nardin, direttore regionale Confcommercio: “Se l’obiettivo dei tirocini formativi è quello di sviluppare la professionalità dei giovani e quindi di incrementarne la occupabilità, la Regione non può avere come unici riferimenti la fabbrica, il call center, o la grande distribuzione. La Regione non ha per adesso voluto recepire le ragioni di Confcommercio e sembra che alle nostre sacrosante richieste risponda: “Giovani sì, ma non nel commercio, nel turismo e nei servizi”.

 

“Sappiamo bene – conclude il presidente Bottai – che non è il numero dei dipendenti a fare la differenza nell’ambiente di lavoro, bensì il tipo e la qualità del percorso formativo che un’impresa potrà offrire al tirocinante. Confcommercio è da sempre in prima linea per favorire l’occupazione giovanile. Con i nostri Consorzi fidi e con le nostre consulenze sosteniamo ogni giorno i giovani nelle diverse province toscane. Ma chiediamo che anche le nostre aziende familiari e quelle composte da soci lavoratori possano trasferire quei valori tradizionali e quelle esperienze complesse che sono patrimonio dei nostri imprenditori. Oggi sospendiamo, sebbene a malincuore ma con coerenza, la firma del protocollo, aspettando che la Regione faccia chiarezza su questo punto e sulle necessità dei giovani in Toscana”.