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Lavoro, Confcommercio nazionale invita il Governo a rivalutare ruolo e potenzialità del Terziario

Inserito il 24 gennaio 2012 – 14:59
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Sulla riforma del mercato del lavoro, il Governo intende agire in tempi brevi e in modo strutturale.

E’ questa la posizione emersa dall’incontro con le parti sociali a Palazzo Chigi. L’esecutivo ha presentato a sindacati e imprese un documento in cinque punti per la riforma del mercato del lavoro: tipologie contrattuali, apprendistato, flessibilità, ammortizzatori sociali e servizi per il lavoro.

E tra le principali novità emerse al tavolo, ci sarebbero il contratto unico, il ricorso alla flessibilità più caro e una stretta sull’utilizzo della cassa integrazione. Ma proprio su quest’ultimo argomento è arrivato l’immediato altolà dei sindacati. Non è stato, invece, affrontato nello specifico il capitolo dell’articolo 18.

“Il costo del lavoro continua ad essere eccessivo. Pertanto, occorre proseguire in modo strutturale per alleggerire il carico sulle imprese, anche intervenendo su oneri e contributi che costituiscono forme di solidarietà impropria tra settori economici”. Questa la prima sottolineatura fatta da Confcommercio nazionale, in delegazione con le altre componenti di Rete Imprese Italia, durante l’incontro, nel corso del quale ha anche posto l’accento sulla necessità di rivalutare il ruolo e le potenzialità del terziario, del turismo e dei servizi di mercato, che hanno garantito negli ultimi dieci anni costante crescita occupazionale, anche riassorbendo lavoratori espulsi da altri settori.

Confcommercio, inoltre, non ritiene che si debba intervenire sulla flessibilità in entrata con soluzioni preconfezionate, equiparando tutte le tipologie contrattuali e i diversi settori economici, in quanto i settori del terziario, turismo e servizi hanno necessità occupazionali fisiologicamente legate a fattori temporanei. Semmai, per accrescere le opportunità occupazionali si deve puntare ad allineare domanda e offerta di lavoro in termini di professionalità, anche attraverso percorsi strutturali di orientamento verso le professioni di mercato, e riorganizzare la spesa pubblica, destinata ai servizi per l’impiego, che possono essere migliorati, favorendo anche investimenti nella formazione.

Dopo aver poi confermato la valenza del contratto di apprendistato quale strumento su cui puntare per l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, la Confederazione ha ricordato che già oggi oltre il 40% degli apprendisti viene assunto nel settori rappresentati da Confcommercio.

Da ultimo, secondo Confcommercio, occorre molta attenzione rispetto all’ipotesi di un’estensione della contribuzione Cigs, in quanto si rischia di caricare il riassetto degli ammortizzatori sociali sul costo del lavoro sostenuto anche da imprese che in periodi normali non utilizzano questo strumento, mentre le misure di sostegno al reddito, nei casi di cessazione del rapporto di lavoro, devono essere sempre più strettamente connesse al ricollocamento professionale, con agevolazioni contributive accompagnate da formazione continua.