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Posti di lavoro nelle sale Bingo, grido d’allarme di Fipe e Ascob

Inserito il 28 dicembre 2011 – 11:46

Fipe Confcommercio e Ascob, la maggiore organizzazione di categoria che rappresenta circa 200 sale bingo in Italia, lanciano un nuovo grido di allarme sulle conseguenze che deriverebbero al settore dalla mancata proroga della percentuale di tassazione al 12% per il gioco del bingo.

Le parti si sono dette allarmate dal possibile passaggio della tassazione al 23,8%, soprattutto per quel che riguarda i riflessi occupazionali sulle imprese: circa 12 mila collaboratori diretti il cui posto di lavoro dall’1 gennaio 2012 è sicuramente a rischio.

Sono posti di lavoro stabili, molti dei quali a tempo indeterminato e con un importante bagaglio professionale acquisito in questi anni, che di colpo verrebbero cancellati.

Come a rischio sono anche le risorse che oggi le attività destinano al cosiddetto indotto che si è generato in questi anni, dalle imprese che con i loro dipendenti forniscono manutenzioni agli impianti, fino a quelle fornitrici di materie prime e per le attività di somministrazione all’interno delle sale da gioco.

Le parti sottolineano che tra dipendenti diretti e quelli da indotto si arriva a mettere in crisi circa 20 mila addetti e relative famiglie. Si tratta di dipendenti non hanno diritto ad alcuna cassa integrazione. A loro non potrà essere applicato nessun ammortizzatore strutturato.

A rischio anche l’applicazione delle casse integrazioni in deroga e di mobilità visto che sono concesse fino ad esaurimento dei fondi disponibili e, considerato il momento particolare di crisi generale, probabilmente già esauriti.

Le parti, in prima battuta, hanno ritenuto di impegnarsi intervenendo nei confronti del Governo perché preveda la proroga della sperimentazione della tassazione al 12%, inserendola nel provvedimento Milleproroghe che verrà affrontato in Consiglio dei Ministri, al fine di scongiurare ogni possibile conseguenza negativa sia per la salvaguardia del posto di lavoro dei dipendenti sia per la competitività delle imprese del settore.

Successivamente sarà necessario proseguire il confronto tra imprese, sindacati e Monopoli di Stato per arrivare ad una soluzione stabile e condivisa delle misure sperimentali di riduzione del prelievo fiscale.