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Confcommercio Italia: “Liberalizzazioni sì, ma per tutti. Concorrenza sì, ma come in Europa”

Inserito il 19 dicembre 2011 – 10:50
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In merito alle decisioni del Governo Monti sulle liberalizzazioni, giunge la posizione ufficiale di Confcommercio nazionale.

“Il sistema italiano della distribuzione commerciale, fatto di piccole, medie e grandi imprese che si confrontano in un mercato pienamente competitivo, assicura oggi ai consumatori livelli di servizio fra i più elevati in Europa: l’orario di apertura giornaliero può coprire fino a 13 ore di servizio continuato, nella fascia compresa fra le 7 e le 22; le aperture nella giornate domenicali e festive sono mediamente 22 all’anno e, in deroga, le aperture sono sempre possibili nei centri storici, nelle località turistiche e nelle città d’arte”.

“Si è chiesto – continua la nota di Confcommercio nazionale – di fare di più e meglio. Confcommercio Imprese per l’Italia ha proposto di guardare all’Europa: nessun limite giornaliero, salvaguardando il principio dell’apertura per deroga nelle giornate domenicali e festive. Come avviene, ad esempio, in Francia e Germania. Si è scelta, invece, la via della completa deregolamentazione dell’attività anche nelle giornate domenicali e festive. Non lo si fa, nè in Francia, nè in Germania”.

Non ci stiamo. Perchè il “sempre aperti”, 24 ore al giorno e 365 giorni all’anno, è una condizione insostenibile. Per le piccole imprese, che saranno strette nella morsa fra la rinuncia al diritto al riposo e alla vita familiare, da una parte, e quella all’attività, dall’altra. Con il rischio, in quest’ultimo caso, di impoverire la ricchezza del modello italiano di pluralismo distributivo. Non ne guadagnerebbe  la concorrenza, nè la qualità del servizio”.

“Ma il “sempre aperti” è difficilmente sostenibile anche per le grandi imprese, che dovranno fronteggiare costi crescenti, per poter assicurare una simile tipologia di servizio, a partire da quelli dei dipendenti. Il tutto, in uno scenario di consumi già in fase di recessione. E di certo i consumi non ripartiranno per la deregolamentazione degli orari dei negozi”.

“Citiamo, per chiudere, quanto scriveve nel 2007 il Premier Monti sull’importanza di una “leadership politica capace di portare a un disarmo bilanciato dei privilegi di tutte le corporazioni, non solo di alcune“. Di tutte. Abbiamo letto il decreto. Abbiamo trovato le norme sul commercio. Ma per il resto, poco o nulla”.